Agra al di là del Taj Mahal Vedere il Taj Mahal è un'esperienza incredibile, ma c'è anche altro

taj mahal a agra
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  • Taj Mahal, India

     

Tour al Taj Mahal

Per chiunque si rechi a Delhi, una visita al Taj Mahal è praticamente d’obbligo: è, infatti, uno dei più conosciuti monumenti in India e, soprattutto una volta lì, ne si capisce facilmente in perché. È maestoso, lussuoso e bellissimo.

Ci sono diversi tour organizzati che partono dalla capitale indiana e per chi ha un buon budget a disposizione, sono un’ottima opzione risparmiando lo stress che un viaggio con i mezzi pubblici in un luogo di interesse turistico può causare. Infatti, come sempre, dove ci sono turisti, c’è qualcuno alla ricerca di facili affari.

 

Treno e taxi

Come al solito, viaggio al risparmio e così prendo il treno che da Delhi mi porta direttamente ad Agra: è più costoso di un normale treno locale ma in meno di tre ore si è arrivati, i sedili sono comodi e puliti nonché viene servita la colazione, il pranzo o la cena a seconda dell’orario. Fatti due conti, vale la pena spendere un pochino di più ma arrivare riposati e con la pancia piena.

L’arrivo alla stazione di Agra è il vero trauma, com’era un po’ prevedibile. Sono alla ricerca di qualcuno con cui smezzare il taxi e Uber qui non funziona, quindi bisognerà per forza scegliere un taxista tra quella folla rumorosa, litigiosa che si spinge appena fuori dall’ingresso principale per accaparrarsi i pochi turisti che come me arrivano senza aver organizzato un tour in anticipo. Fortuna che ormai è un po’ che viaggio in India e non mi faccio impressionare, mi tengo in un angolo aspettando di adocchiare qualche altro viso pallido con cui fare squadra.

Ecco una coppia di ragazzi che tenendosi per mano vengono completamente aggrediti da taxisti che cercando di proporre i loro servizi e convincerli a preferirli agli altri, mi sembrano i compagni di viaggio ideali così mi avvicino alla ragazza, le busso sulla spalla e le chiedo se le va di dividere la spesa per raggiungere il Taj Mahal. Mi guarda con gli occhi che si riempiono di speranza e mi dice un sicuro “yes”, così torniamo nella stazione allontanandoci dagli attacchi degli autisti.

Al solito la regola che il primo che arriva non è mai quello buono funziona, questo infatti non ha gli occhi puliti come quelli dell’uomo che, appena questo si gira, ci propone un prezzo migliore e ci porta via dalle sue grinfie e in un attimo siamo finalmente usciti da quel caos. Alla fine decidiamo di assumerlo per l’intera giornata e farci accompagnare da un lato all’altro della città per 900 rupie.

 

Taj Mahal

All’ingresso del Taj Mahal guide più o meno autorizzate si propongono a noi che veloci scivoliamo via sicuri: accanto all’ufficio per i biglietti ci sono quelle governative che distribuiscono acqua e offrono i loro servizi. “Vedete la coda? Se venite con me entriamo direttamente, altrimenti avrete da aspettare almeno due ore”, ci guardiamo ma sicuri della nostra idea rifiutiamo e pazientemente ci mettiamo in coda ed in circa 5 minuti siamo all’interno. Questa cosa che ti mentono sempre e comunque pur di convincerti di qualcosa e prenderti dei soldi mi manda fuori di testa, come ci si può poi fidare di queste persone?

La nostra visita trascorre tranquilla tra dribbling per riuscir a scattare qualche foto senza aver decine di sconosciuti dentro e la bellezza della moschea e dei giardini circostanti sono tali che la folla passa in secondo piano, per lo meno finchè non è arrivato il momento di entrare. Lo spazio è più piccolo di quanto non sembri da fuori, le persone sono molte, in coda rumorosa fatte avanzare dalle guardie a suon di fischietto. Vi lascio immaginare il rimbombo di questi fischi nella cupola, le spinte per scattarci un selfie mentre nessuno rispetta davvero il silenzio richiesto dai cartelli tutti intorno: insomma, un incubo.

Tour di Agra

Usciamo e il nostro nuovo amico taxista ci fa accomodare per pranzo nell’hotel dove ha parcheggiato la macchina ma, come era prevedibile, essendo vicino all’ingresso del Taj Mahal i prezzi sono decisamente alti e decidiamo di andar via. Capisco che lui dovesse farci entrare a vedere il menù o gli avrebbero fatto pagare le ore spese nel parcheggio, così una volta in macchina gli chiedo di accompagnarci in un posto più locale ed economico ed ecco che poco dopo siamo in un altro hotel (sempre di un suo amico) dove un intero pasto lo paghiamo quanto il riso bollito del primo ristorante.

Riprendiamo il giro e comincia ad accompagnarci in tutti i negozi per turisti con cui evidentemente ha un accordo: quello di tappeti, quello di ceramiche, quello di gioielli finchè chiediamo pietà e di liberarci dal girone dei negozianti affaristi per portarci prima al forte e poi in centro a bere una birra.

Il forte è meraviglioso, decidiamo di non comprare il biglietto per visitarne l’interno ma di vedere solo gli spazi aperti a tutti che lasciano davvero senza fiato per le lavorazioni e quanto sono imponenti.

Agra per non turisti

Siamo ormai stremati e desideriamo solo una bella birra fresca ma ecco che il nostro taxista ci propone di comprarla in un negozio per alcolici lungo la strada e tornare all’albergo dove abbiamo pranzato per berla. Ho come la sensazione che il nostro essere “turisti” faccia di noi un gruppo a parte che secondo lui non può andar a mescolarsi con la gente locale.

Così lo ringraziamo e cominciamo a camminare per la strada principale finchè decidiamo di prendere una stradina e vedere dove saremmo arrivati ed è lì che è iniziato il bello. Le case vicine e colorate erano animate da bambini e donne dagli abiti arcobaleno che al nostro passaggio si affacciavano o scendevano in strada per salutarci, stringerci le mani e fare delle foto, tante foto.

Il calore di questa gente ti fa dimenticare in fretta la prepotenza subita alla stazione, gli inganni dei negozianti aprendoti uno scorcio su un’India fatta di profumi e grandi sorrisi. La mia energia prima di arrivare qui era davvero sotto le scarpe prosciugata dalle continue lotte della giornata con chi cercava di approfittarsi di noi, ma tutte queste persone con il loro affetto incondizionato mi hanno ricaricata e fatto ritrovare un’immagine bella che durante tutto il giorno era stata sporcata da chi vede noi stranieri solo come una questione di affari.

Se andrete mai ad Agra, fatevi portare nella strada dei meccanici e cercate le stradine più piccole dove addentrarvi e scoprite la bellezza autentica di questa città, al di là delle strade preparate per noi turisti.

  • voto 5/5

  • il palazzo e la popolazione locale

  • i taxisti prepotenti alla stazione e il rumore nella moschea

Il Taj Mahal è una delle moschee più famose e meravigliose del mondo e una vista è d’obbligo se si è a Delhi, solo prendetevi un po’ di tempo per andar oltre i cammini classici e addentratevi nella città, non ve ne pentirete.

2018-01-28T17:47:43+00:00 07-03-2017|0 Comments

About the Author:

Ciao, io sono Nicky! A luglio ho fatto trent'anni e proprio nel mezzo del cammin di nostra vita, ho deciso di abbandonare la selva oscura di Milano e fare il giro del mondo. La mia passione da sempre sono i viaggi e tutto quello che è effimero e temporaneo, credo che un solo momento possa cambiare una giornata. Adoro i colori e la natura che, in realtá, molte volte sono la stessa cosa e quando succede è meraviglia. Sono una Viaggiatrice, sono una persona appassionata, la logistica è il mio pane e l'onestá il mio maggior valore. Il mio maggior lusso è esser una travel blogger.

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