L’aurora: tanto attesa, tanto sognata, tanto desiderata e finalmente tanto presente da esser diventata quasi una compagna di viaggio in Islanda

Quando mi immaginavo la fine di questo viaggio intorno al mondo la desideravo così, anche se non proprio così.

Perché quando vedi le foto dell’aurora pensi che tutti alzino un po’ il gomito con i colori, perché hai sentito dire che danza ma non sai davvero cosa significhi o cosa aspettarti. Certo , sai che sarà bellissimo ma non riesci davvero a dar una forma a quel “bellissimo”.

Da quando siamo arrivati in Islanda l’abbiamo vista quattro volte su sette giorni e non ne abbiamo mai abbastanza. Poi stasera così e credo sia impossibile immaginare tanta bellezza, armonia e perfezione. Semplicemente non si può perché non sai bene cosa lei sia disposta a regalarti.

Finchè alzi gli occhi e la vedi prendersi il suo spazio nel cielo, sinuosa, morbida, lenta e perfetta. Sì fa sempre più intensa e non riesci a staccare gli occhi, ne vuoi sempre di più mentre questi si riempiono di commozione. Davanti alla bellezza non credo abbia senso mettere delle resistenze. Due piccole lingue si corrono incontro formando un semicerchio quasi perfetto, per poi lasciarsi e ricominciare da capo.

Siamo in una vasca d’acqua termale ai piedi del vulcano e a due passi da Myvatn, ad altri due dalla grotta blu e dalle fumarole che ti sembrano dire: “attenta bella che qui comando io…”. Chilometri e chilometri di nulla per arrivare fino a qui, qui dove sopravvivono solo i ricordi, il resto lo copre la neve o lo porta via il vento.

L’acqua calda allenta i muscoli contratti dal freddo che immancabilmente ogni notte accumulo rannicchiata nel mio sacco a pelo pieno di bottiglie d’acqua calda nel retro del piccolo van che abbiamo noleggiato. Ieri erano solo -2 e ogni tanto cadeva qualche fiocco di neve e ci sentivamo fortunati pensando ai -11 della notte prima. Mi sento come nuova. Mi sento rigenerata in ogni modo in cui potrei esserlo.

Sembra quasi un premio per tutto quest’anno di sfide da un capo all’altro del mondo, per la positività che ha fatto da compagna di viaggio, per la gentilezza come miglior consigliera, per la pazienza come nuova insostituibile amica. Sono stanca, questi ultimi giorni sarebbero così terribilmente felici se non ci fosse lei, la natura, ad abbracciarmi in continuazione riempiendomi gli occhi e lavando via anche solo per pochi istanti tutti questi passi, tutte queste sfida, tutte queste cose nuove che stancano piedi e testa.

Sotto un cielo di colori danzanti tra stelle cadenti mi sento fortunata per tutto quello che ho potuto vivere in questi dodici mesi e spero sia solo l’inizio di una nuova vita fatta di piccole grandi cose e piccoli grandi gesti. Però, magari, ci pensiamo tra qualche mese.

Ma dimmi un po’ di te, sei tra quelli che hanno avuto la fortuna di vederla o tra quelli che la sognano? Raccontacelo nei commenti!