Trentino Alto-Adige: terra di confine, terra di storia Quattro curiosità che ci aiuteranno a conoscere meglio il Trentino Alto-Adige

Trentino Alto-Adige: le Dolomiti

Il Trentino Alto-Adige è una delle cinque regioni d’Italia a statuto speciale ed anche una delle cinque senza alcuno sbocco sul mare, in compenso però è quasi interamente montuosa. Sul suo territorio infatti si incrociano tre porzioni alpine differenti: le Alpi Retiche, le Alpi dei Tauri e l’arco alpino più famoso, vale a dire le Dolomiti.

Questa morfologia ostica non ha comunque impedito in Trentino Alto-Adige l’insediamento umano fin dalle epoche più antiche, ma è nella storia moderna che questa regione diventa assoluta protagonista, proprio per il suo esser terra di confine; sfruttiamo insieme il #mercoleQuiz per approfondire questa intrigante storia e cominciare il nostro Giro d’Italia.

A – A Trento esiste un quartiere fantasma e tre porte che non portano da nessuna parte

Trentino Alto-Adige: il centro di Trento

VERO

Come accaduto per altre città d’Italia, anche Trento ha dovuto pagare pegno al “piccone risanatore” del periodo fascista, perdendo un intero quartiere popolare a favore di una piazza per le adunate. Laddove ora esiste piazza Cesare Battisti, precedentemente nota come Piazza Littorio, fino al 1926 esisteva un quartiere chiamato “Quartiere del Sas” o anche “Fossato del Teatro”, costellato non soltanto di abitazioni ma anche di botteghe artigiane e molte osterie, che lo rendevano uno dei quartieri più vivi della città. Le testimonianze storiche narrano, infatti, di un tessuto urbano diversificato ma in pieno fermento, dove l’arte era molto presente e soprattutto la musica poteva esser ascoltata all’interno di osterie e bar.

Prima del Sas sorte simile è toccata al viale alberato che tagliava, dritto come un fuso, il centro del capoluogo del Trentino Alto-Adige portando da Via Santa Croce al palazzo delle Albere, residenza estiva della nobiltà reggente nel XV secolo. L’esistenza di questo viale di signoria, tradizionalmente presente in tutte le tenute nobiliari di campagna del rinascimento in Italia, è testimoniata oggi solo dai “Tre Portoni”, un portale in pietra a metà di via Santa Croce. A ricondurci alla sua funzione sono le decorazioni, che richiamano gli stessi motivi ornamentali del cornicione del Palazzo delle Albere; oggi quel vialone non esiste più, esiste una rivisitazione recente che però trova sulla sua strada due impedimenti: il cimitero Monumentale cittadino e, soprattutto, i binari del treno.

B – La riva trentina del lago di Garda è italiana dal 1866

Trentino Alto-Adige: il lago di Garda

FALSO

Falso? Falsissimo!

La riva trentina del lago di Garda, infatti, si può considerare italiana solo dal 1919, anno del trattato di pace di Sanint-Germain-En-Laye firmato tra l’Austria, uscita sconfitta dal primo conflitto mondiale, ed il Regno d’Italia.

Fu proprio quella firma ad ufficializzare l’annessione del Trentino Alto-Adige alla nostra nazione, mentre nel 1866, dopo la terza guerra di indipendenza, venne il tempo della sponda veneta del lago a vestirsi col tricolore, a farne le spese furono sempre gli Austriaci.

La questione indipendenza e appartenenza del Trentino Alto-Adige ha sempre rappresentato per l’Italia, sia essa Regno o Repubblica, una questione spinosa, scatenando anche moti di protesta sfociati poi in terrorismo; sarà proprio per far fronte all’esigenza del popolo, per tutelare le minoranze linguistiche e per garantirne gli interessi economici che a partire dal secondo dopoguerra la regione guadagnò lo status di regione autonoma.

C – Puoi prendere la seggiovia in Trentino e sciare fino ad un’altra regione, ma non riuscirai a cambiar nazione

Trentino Alto-Adige: i comprensori sciistici

VERO

Il Trentino Alto-Adige, per merito della sua conformazione quasi totalmente montuosa, rappresenta una delle mete sciistiche più ambite e complete d’Italia, con più di 800 km di piste distribuite tra oltre una decina di comprensori.

Ovviamente, condividendo parte delle catene alpine con il Veneto e la Lombardia, è fisiologico che esistano cime in cui si intrecciano confini e regioni: è il caso del Passo del Tonale, dove può capitare di prendere la seggiovia in provincia di Trento e scendere poi nel comune di Ponte di Legno; oppure della zona sciistica di Canazei, con il Pordoi diviso tra Trentino Alto-Adige e Veneto.

Non è invece possibile sconfinare in Austria utilizzando piste battute e impianti condivisi tra le due nazioni, questo nonostante il confine sia molto lungo e vi siano diverse stazioni, soprattutto in territorio austriaco, proprio a ridosso del nostro territorio. Ovviamente, e la specifica “noi si rispetta sempre la legge e le norme di sicurezza” era riferita proprio al fatto che si parlava di piste ufficiali, segnate e battute, non di fuoripista o sport estremi.

D – Il maggior produttore italiano indipendente di birra è trentino

Trentino Alto-Adige: il birrificio Forst © Forst Biergarten - 2015

VERO

In molti potrebbero pensare, quando si parla di birra italiana, a Moretti, Poretti o Peroni, senza alcun dubbio nomi più conosciuti e maggiormente diffusi; ma purtroppo queste aziende non sono più italiane.

Moretti dal 1996 è olandese (Heineken), Poretti dal 2002 è interamente danese (Carlsberg) e Peroni dal 2003 è inglese (SAB-Miller): queste acquisizioni hanno reso Forst il maggior produttore indipendente del Trentino Alto-Adige e d’Italia, per di più ancora totalmente tricolore.

Il primo stabilimento è stato costruito proprio a Forst, frazione di Lagundo, in provincia di Bolzano, alle pendici del monte San Giuseppe di cui vengono sfruttate le fonti per la produzione. Ancora oggi è possibile degustare la produzione direttamente nel caratteristico biergarten in stile tipicamente Tirolese ed è anche possibile, su prenotazione, visitare il processo produttivo.

Oltre alla Forst, in Trentino Alto-Adige così come nel resto della penisola, è degli ultimi anni l’esplosione dei birrifici artigianali: l’ultimo censimento parla di ben 17 realtà produttive, senza considerare poi i micro-birrifici che non hanno portato la produzione ad un litraggio tale da esser considerati in queste statistiche.

Per concludere, vero è il detto “Trentino regione di Vino” e lunga vita al Dio Bacco, tanto caro alle nostre italiche tradizioni, ma se passate in centro a Trento, un salto alla secolare Birreria Pedavena dove bersi una bionda fresca insieme ad un piatto di canederli è più che d’obbligo.

Il Trentino è questo…e tanto altro: un consiglio? Doppia visita, una in inverno e una in estate: non di solo neve vive la montagna!

Le classifiche ci piacciono sempre un sacco e ci aiutano a destreggiarci tra milioni di informazioni per scegliere meglio cosa fare, cosa mangiare e dove andare. Signore e signori qui le nostre classifiche, sentitevi liberi di aggiungere nei commenti tutto ciò che non abbiamo nominato ma secondo voi degno di nota.

2018-05-24T16:03:50+00:00 03-01-2018|0 Comments

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Ciao! Sono Umberto, ho 32 anni e vivo circa a Milano, più nella ridente provincia che nella caotica metropoli. Amo l'arte, la fotografia, la musica, il cibo e, soprattutto, amo l'architettura e la creatività che ci sta dietro, al punto da averne fatto un lavoro: oggi sono, a tutti gli effetti, un "home stylist". Visto che di star fermo proprio non se ne parla, a tempo perso mi diverto con la fotografia, mi diletto a metter dischi in consolle (rock, soprattutto) oppure a scrivere. Ma la cosa che mi riesce meglio è fuggire, non lo faccio tanto spesso quanto vorrei, ma appena posso mi butto su un aereo alla scoperta di nuove città e del loro aspetto culturale. Ho un brutto vizio: mangio un sacco, amo cucinare e preparare la mia tavola per gli ospiti, non sono un bravo cuoco ma solitamente il vino lo scelgo bene.

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