Ciao: studio della parola del World Hello Day in Italia Da dove arriva la parola ciao?

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Pronunciamo così tante volte la parola “ciao” che non ci rendiamo conto di quanto sia importante! Il 21 novembre si festeggia la Giornata Mondiale del Ciao, ma sai da dove arriva?

Con “ciao” tutti i giorni salutiamo qualcuno. È di forma colloquiale, quindi, di solito, la utilizziamo per salutare qualcuno che conosciamo.

Grazie alla Giornata Mondiale del Ciao, abbiamo l’opportunità di salutare chi vogliamo con un bel “CIAO!”. Lo scopo è quello di sviluppare un maggior dialogo pacifico tra le persone!

Credo che io non mi sia mai chiesta quale fosse la storia di questa parola. Sono, perciò, contentissima di aver potuto fare delle ricerche, per scriverne e parlartene proprio qui! In effetti, la storia della parola “ciao” è davvero particolare, quasi bizzarra!

In parole povere, la versione italiana “ciao” deriva dall’antico saluto veneziano s’ciavo“, con significato di “schiavo”, per intendere “servo vostro”. Conosci il poliedrico veneto Carlo Goldoni? Nelle sue commedie super folk della Venezia ottocentesca ne dà prova concreta (vedi La locandiera). Dal Veneto, il termine approda subito nella vicina Lombardia e qui si trasforma, diventando il nostro attuale “ciao”. Nel Novecento, poi, si diffonde in tutta l’Italia.

Ma andando a vedere più nel dettaglio, la storia è molto più intricata.

Focus sull’etimologia

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Il saluto veneto “s’ciavo” si rifa alla parola latina servus che indicava, per l’appunto, il servo, lo schiavo. Sarebbe, dunque a dire, quella persona che veniva sfruttata, acquistata o venduta dal padrone per scopi economici e produttivi. Lo schiavismo era largamente diffuso in tutto l’Impero Romano e, quando i popoli provenienti dall’Est si incontrarono con i Romani, vennero subito schiavizzati. Venivano dall’attuale Croazia dell’Est, ma all’epoca era chiamata Sclavonia Slavonia. Per questo erano chiamati sclavus-slavus, ossia “sclavo-schiavo”.

Per la proprietà transitiva, sclavo-slavo assumono significato equivalente a servus ed è per questo che nell’italiano attuale abbiamo “schiavo”.

Qualche secolo più tardi, l’amor cortese dei cavalieri che salvavano dame in pericolo e il Dolce Stil Novo di Dante, stravolgono completamente la parola schiavo. Inizia ad assumere un senso romantico e servizievole, andando ad indicare quegli uomini “schiavi” del proprio amore per la dama. In veneziano stretto “schiavo” diventava molte volte “ciao”, silenziando la /s/ et voilà!

In questo sito https://unaparolaalgiorno.it/significato/C/ciao puoi anche adottarlo!

Sguardo ai “ciao” dell’Europa

Se non lo sai, i Romani hanno conquistato più o meno tutta l’Europa per come la conosciamo noi. Sono arrivati in Portogallo, in Germania, in Grecia e da tante altre parti. Questo ha fatto sì che la lingua romana, quindi latina, si estendesse in lungo e largo. Ciononostante, in loco è stata influenzata dalle popolazioni locali e anche il nostro piccolo “ciao” ha subito trasformazioni di vario genere.

Dai ora uno sguardo schematico con me su come viene utilizzato in Europa, grazie all’aiuto di Aldo Gabrielli in Nella foresta del vocabolario. Storie di frasi e di parole, Paolo Zolli in Le parole dialettali, Wikipedia e vari dizionari come il Collins German Dictionary, il Webster’s Online Dictionary, l’Open Translation Engine.

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  • Albanese: çao/qao.
  • Bosniaco: ćao.
  • Bulgaro: чао (čao, più per congedarsi).
  • Ceco: čau (sia nell’incontro sia per congedarsi).
  • Esperanto: ĉaŭ (specialmente per congedarsi).
  • Estone: tšau (sia nell’incontro sia per congedarsi).
  • Francese: ciao o tchao (per congedarsi).
  • Lettone: čau (sia nell’incontro sia per congedarsi).
  • Lituano: čiau (più per congedarsi).
  • Macedone: чао (čao, per congedarsi).
  • Maltese: ċaw o anche ċaw ċaw (per congedarsi).
  • Portoghese: tchau (per congedarsi); in Portogallo anche chau chau; in Brasile anche in diminutivo tchauzinho.
  • Rumeno: ciao (più per congedarsi).
  • Russo: чао (čao per congedarsi).
  • Serbo e croato: ћао o ćao (sia nell’incontro sia per congedarsi).
  • Slovacco: čau (per congedarsi).
  • Sloveno: čau (sia nell’incontro sia per congedarsi); anche nella forma čau čau (per congedarsi).
  • Spagnolo, in Spagna come gergo giovanile e in America Latina: chao (soprattutto per congedarsi).
  • Tedesco: ciao (solo per congedarsi).
  • Turco: çav (per congedarsi).

Le classifiche ci piacciono sempre un sacco e ci aiutano a destreggiarci tra milioni di informazioni per scegliere meglio cosa fare, cosa mangiare e dove andare. Signore e signori qui le nostre classifiche, sentitevi liberi di aggiungere nei commenti tutto ciò che non abbiamo nominato ma secondo voi degno di nota.

2018-04-05T22:36:18+00:0022-11-2017|0 Comments

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Ciao, sono Donatella ma tutti mi chiamano Dona! Ho 26 anni, vago per il mondo da 20. Il mio motto in viaggio è: volo e dormo a meno, per vedere e mangiare di più! Sono da sempre innamorata degli States e adoro il tè verde. Seguo la mitica Nicky nel suo giro del mondo con la rubrica “10 frasi per sopravvivere in…” e con qualche altro articolo, perché credo in lei!

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