Le isole artificiali cinesi Cosa sono e perché sono state realizzate isole artificiali nel Mar Cinese?

Isole artificiali cinesi: cosa sono?

In una porzione dell’Oceano Pacifico, più precisamente nel Mar Cinese Meridionale, da qualche anno, è possibile imbattersi in un gruppo di isole artificiali, “prodotte” dal mare da parte dei cinesi.

E perché sono isole artificiali? Semplicemente perché non sono naturali, ovvero non si sono generate da un processo di tipo naturale, ma sono state “costruite” dal governo cinese.

Quest’ultimo, per diversi motivi, ha ben pensato di crearsi all’interno proprio del mare un territorio del tutto nuovo, sul quale porre le prime basi per un futuro da protagonista in una delle zone marittime tra le più strategiche a livello internazionale.

Come sono state realizzate le isole artificiali cinesi?

L’azione cinese che ha modificato letteralmente l’assetto e l’aspetto geografico nel Mar Cinese Meridionale, ha generato due tipologie di conseguenze: la prima di tipo ambientale/naturale, dovute alla distruzione delle barriere coralline e al prelievo di materiale roccioso dalle profondità del mare. La seconda, di carattere geopolitico, per il fatto di aver dato vita a veri e propri nuovi territori sotto il comando del governo cinese.

Per questi motivi la Cina, negli ultimi anni ha deciso di distruggere le vaste e meravigliose barriere coralline presenti, prelevando sabbia e roccia dai fondali e pompando così il materiale in barriere artificiali e naturali per formare nuove isole.

Per quale motivo sono state realizzate le isole artificiali cinesi?

Ma perché costruire delle isole artificiali nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico? Pare che la motivazione principale stia nel tentativo di controllo e di annessione di tutto il Mar Cinese Meridionale da parte della Cina.

L’obiettivo del governo cinese è quello di arrivare a ridosso delle coste del Vietnam (ad ovest), della Malesia (a sud) e delle Filippine (a est), nazioni che condividono con la Cina le acque di questo mare, oltre che con Taiwan, Brunei, Indonesia, Singapore, Thailandia, Cambogia.

Da evidenziare è il fatto che in diversi periodi storici (e fino ai giorni nostri), ciascuno degli stati citati ha rivendicato la sovranità di tratti di mare e di isole (ovviamente naturali) ivi presenti.

L’ambizione di poter controllare questa importante parte di oceano è dovuta al fatto che questa zona è ricca di giacimenti petroliferi, riserve di gas metano ed è l’ambiente naturale in cui si trova circa il 10 % del pesce mondiale.

Per ultima, ma non per importanza, è la posizione strategica che ricopre dal punto di vista di crocevia del commercio di tipo marittimo.

L’area coinvolta si trova all’interno dell’arcipelago delle Isole Spratly, un insieme di circa trenta isolotti e diversi atolli di piccole dimensioni. Di maggiori superfici sono invece le isole artificiali create dai cinesi. Le più grandi sono state denominate Fiery Cross, Subi Reef, Mischief Reef.

Una volta create, le isole hanno subito una forte militarizzazione, ospitando aeroporti, porti, hangar per aerei militari, caserme, uffici, magazzini. Tutto ciò rappresenta la base necessaria e fondamentale per dare inizio al tanto bramato controllo del Mar Cinese Meridionale da parte della Cina.

E tu conoscevi già la storia delle isole artificiali cinesi? Vuoi approfondire qualche aspetto in particolare? Scrivicelo  qui di seguito!

2018-03-20T16:10:21+00:0022-02-2018|0 Comments

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Ciao! Sono Alessandro, ho 39 anni e sono appassionato di ambiente e soprattutto di gestione dei rifiuti. Laureato in Scienze Ambientali, ho da subito iniziato a lavorare nel settore, specializzandomi, per un periodo, nella tematica dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE). 3 anni fa ho avviato un sito e-commerce di vendita di prodotti ecologici, al quale ho affiancato un blog che tratta di svariati argomenti “green”, dalla vita ecologica ai rifiuti e tanto altro. Vivo in provincia di Milano, mi diverto cucinando e adoro scoprire nuovi abbinamenti, soprattutto con la birra. Amo ascoltare musica rock e i Nomadi.

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